Intervista a Tina Caramanico, finalista del concorso “Romanzi in cerca d’autore”

Tina Caramanico
Tina Caramanico

Con il suo libro Un cattivo esempio, Tina Caramanico è una dei sei vincitori della prima edizione del concorso di scrittura “romanzi in cerca d’autore” a cui dedichiamo un ritratto speciale : un’opportunità di scoprirla come donna e come scrittrice.

 

Tina Caramanico, nata a Taranto nel 1962, è laureata in Lettere e vive in provincia di Milano dovè insegna Lettere alle Scuole Superiori.

Come è nata la tua voglia di scrivere?
Mi sono sempre piaciute le storie: ascoltarle e raccontarle. Ho sempre letto moltissimo e sono patologicamente curiosa. Credo che scrivere sia una conseguenza di questo amore per la narrazione e per le parole.

Potresti raccontare la prima volta che hai scritto le prime righe di un libro?
Ho scritto il mio primo racconto forse in prima elementare e poi ho continuato per tutta la vita, ma senza pensare che quello che scrivevo potesse diventare « un libro ». Con gli anni ho superato la timidezza e il perfezionismo esasperato che mi avevano impedito di rendere pubblici i miei testi. Alla mia prima pubblicazione sono arrivata tardi, nel 2011, con una piccola raccolta di poesie, « Guida a Milano invisibile ».

Quali sono gli autori o i libri che ti hanno ispirato?
Come dicevo, ho sempre letto moltissimo e di tutto. Fatico a dire che un solo, particolare autore mi abbia « ispirata », tuttavia i libri e gli autori che ho amato nel tempo sono stati tanti, e spesso scopro qualche eco delle loro parole e delle loro storie in quello che scrivo. E’ bello, mi sembra di ritrovare un vecchio amico.

Come trovi l’ispirazione?
Di solito arriva per primo un personaggio, che poi quasi « mi racconta » la sua storia. L’idea si costruisce piano piano, non scrivo mai sotto la spinta dell’ ispirazione: in genere passa molto tempo dalla prima idea al momento in cui mi metto materialmente a scrivere.

Com’è una giornata tipo di scrittura di Tina Caramanico ? Hai dei rituali?
Più che di giornata parlerei di « nottata »: ho un lavoro diurno (insegno) e una famiglia abbastanza impegnativa, perciò scrivo quasi solo di notte. Ho bisogno di essere sola, di silenzio e di tempo.

Come ti è venuta l’idea della trama del tuo libro Un cattivo esempio?
Come al solito si sono presentate per prime le protagoniste, Margherita e Donna Concetta, e le ho lasciate parlare e raccontare. Alcune situazioni (che ovviamente sono state poi ricostruite e rielaborate nel contesto di una trama di fantasia) si ispirano a fatti realmente accaduti, di cui ho trovato testimonianza in vecchie lettere ripescate per caso nella cassettiera di un’anziana conoscente.

Old Woman knitting
Donna Concetta, personaggio centrale di Un cattivo esempio

Cosa ti ha portato a partecipare al concorso “Romanzi in cerca d’autore”?
Il romanzo era pronto e stavo per mettermi in cerca di un editore; ho saputo del concorso organizzato da Kobo, Mondadori e Passione Scrittore e mi è sembrata un’ottima occasione. Così ho partecipato alla sezione per inediti e adesso le mie « vecchiette » sono pronte per incontrare i lettori.

Cosa significa per te far parte dei finalisti del concorso?
In precedenza ho pubblicato due piccole raccolte di poesie e alcune raccolte di racconti, ma « Un cattivo esempio » è il mio primo romanzo. Il fatto che sia stato scelto tra molti altri concorrenti e che sia piaciuto a una giuria di grande esperienza mi ha in primo luogo rassicurata, mi ha dato una conferma che, nel cammino spesso difficile e « solitario » della scrittura, è certamente importante.

Stai lavorando su dei nuovi progetti in questo momento?
Ho appena iniziato un nuovo romanzo: parla di quattro vecchie amiche, di molte questioni irrisolte e di un lungo viaggio avventuroso. Non so quando sarà pronto, per ora mi sto divertendo moltissimo a scriverlo.

In qualità di scrittore, quale è stato il miglior consiglio che qualcuno ti ha dato?
Un buon consiglio che mi hanno dato e che cerco di seguire è quello di limitarmi nell’uso delle virgole; un consiglio che invece non sempre riesco a mettere in pratica è quello di evitare i finali aperti (che però a me piacciono tanto).

E tu, quali consigli daresti ad un autore che volesse lanciarsi nell’avventura della scrittura?
Due soli consigli : avere tanta pazienza e tanta ambizione. Per ambizione non intendo il desiderio di diventare ricco e famoso, ma quello di scrivere bene, sempre meglio, cercando di andare al di là dei propri inevitabili limiti.

Per finire, una citazione che ti rappresenta?
« Bisogna scrivere una storia semplice con la massima semplicità possibile. Nella semplicità di una storia ci sono già abbastanza complessità, ferocia e disperazione » (Karen Blixen)

Scopri il libro di Tina Caramanico, Un cattivo esempio, negli store di Kobo e di Mondadori: La settantaquattrenne Margherita vive le difficoltà della sua vecchiaia in perenne conflitto con le figliastre gemelle, desiderose solo di ottenere la sua casa in eredità. Un giorno l’insolito incontro con il fantasma della suocera Donna Concetta – quasi un suo alter ego vissuto molti anni prima – la aiuterà a liberarsi dalla malinconia della vecchiaia e di un mai confessato scheletro nell’armadio. Rafforzate dal reciproco confronto, le due donne accetteranno di affrontare la realtà l’una nella vita terrena, l’altra nell’aldilà.”

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