Intervista a Antonio Michele Paladino, finalista del concorso “Romanzi in cerca d’autore”

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Antonio Michele Paladino

Con il suo libro La danza del Puparo, Antonio Michele Paladino fa parte dei sei finalisti della prima edizione del concorso di scrittura “Romanzi in cerca d’autore” a cui dedichiamo un ritratto speciale : un’opportunità di scoprirlo come uomo e come scrittore.

Antonio Michele Paladino, nato a Trieste nel 1986, vive a Catania, dove sta trasformando la sua passione per la scrittura in una vera e propria professione.

Come è nata la tua voglia di scrivere?
Vorrei poter raccontare la storia di un’epifania, di una manifestazione, con tanto di nuvole che si diradano per lasciar passare un solitario raggio di sole. La realtà è che ho iniziato a scrivere per gioco. Poi il gioco è diventato passione e la passione esigenza. A oggi, credo di avere una dipendenza dalla scrittura. Ne ho parlato con il mio medico. Mi ha detto che non dovrebbe essere nulla di grave.

Potresti raccontare la prima volta che hai scritto le prime righe di un libro?
Se non ricordo male, ho descritto un tramonto e un ragazzo che correva verso casa. Nel momento in cui ho staccato gli occhi dalla carta, ho provato una grande emozione. Avevo dato vita a qualcosa. È stato bello, per circa quindici secondi. Poi ho capito che quelle poche righe erano tutte da rifare.

Quali sono gli autori o i libri che ti hanno ispirato?
Non c’è un autore o un libro in particolare. Leggo più che posso e cerco d’imparare dai grandi della narrativa, vado a caccia dei trucchi del mestiere. Qualche volta riesco persino a scovarne un paio.

Come trovi l’ispirazione?
Non credo nell’ispirazione, non nel senso più comune. Non esistono muse, né venti favorevoli che ti suggeriscono da che parte andare. Però, conosco un trucco. Guarda il foglio bianco, fissalo bene, poi grida: “Non mi fai paura”. E vedrai che l’ispirazione, quella vera, quella che puzza di sigaro, arriverà. Allora saprai cosa farne.

Com’è una giornata tipo di scrittura di Antonio Michele Paladino? Hai dei rituali?
In effetti, ho un rito quotidiano: quando inizio a scrivere, ascolto musica per pianoforte. Chopin, Bosso, Einaudi, per citarne alcuni. Per quanto riguarda la mia giornata tipo: mi butto giù dal letto, faccio colazione, scrivo, pranzo, leggo, torno a scrivere. Mi diverto, provo una naturale sensazione di libertà.

Come ti è venuta l’idea della trama del tuo libro La danza del Puparo?
La danza del puparo è la storia di un matto che sperimenta la vita attraverso i racconti dell’Opera dei pupi. Annullando il confine che separa realtà e finzione, il protagonista può avere come amici due pupi: Orlando e Rinaldo. Loro non sono più burattini, bensì persone con le quali scambiare due chiacchiere a una festa, ma anche cavalieri a servizio di Sua Maestà nella lotta contro draghi e giganti. Come mi è venuta questa idea? A casa ho quattro vecchi pupi. Spesso mi sono chiesto: “E se li portassi fuori, con me, nel mondo reale, che cosa succederebbe?”.

 Cosa ti ha portato a partecipare al concorso “Romanzi in cerca d’autore”?
Kobo, Mondadori, Passione Scrittore. Mi sono detto: “Perché non provare a prendere questo treno?”.

Cosa significa per te far parte dei finalisti del concorso?
Be’, intanto vorrei ringraziare ancora la Giuria. Nella mia sezione, quella degli inediti, eravamo più di seicento a sperare nelle vittoria. Sono più che sicuro che lì in mezzo c’erano opere meritevoli tanto quanto la mia. Quindi, posso dire di essere stato più fortunato.

Stai lavorando su dei nuovi progetti in questo momento?
Certamente. Un anno fa, un mio racconto è stato scelto tra i finalisti di uno dei più importanti concorsi letterari in Italia a tema fantastico. Da mesi sto lavorando al seguito di quel racconto. Tra un po’, vedrò la linea del traguardo. Spero che ne verrà fuori un bel thriller.

In qualità di scrittore, quale è stato il miglior consiglio che qualcuno ti ha dato?
Leggi. Poi scrivi, scrivi, scrivi, scrivi, scrivi…

E tu, quali consigli daresti ad un autore che volesse lanciarsi nell’avventura della scrittura?
Leggi. Poi scrivi, scrivi, scrivi, scrivi, scrivi… Ma soprattutto, divertiti. Altrimenti, non farlo. Perché nessuno ti farà un applauso quando, a tarda notte, avrai finito di correggere le quattro righe che aveva scritto di mattina.

 Per finire, una citazione che ti rappresenta?
“Per mezzo della narrazione, l’uomo simula e cerca di risolvere i grandi dilemmi della vita”. Credo sia vero. Ma non chiedetemi chi l’abbia detto.


Scopri il libro di Ledra, La danza del Puparo, sui store di Kobo e di Mondadori: “Vinni Scornavacca è uno schizofrenico di quarantaquattro anni colpito da un male sconosciuto. Nella sua singolare “follia”, Vinni combatte contro stregoni, giganti e draghi al fianco di Orlando, Rinaldo e Gano, tre paladini della famosa Opera dei Pupi. Abbandonato dai suoi amici e rifiutato dal padre che lo vede responsabile della morte della madre, si rifugia sempre di più nella pazzia finché, per amore di Angelica, accetta le cure dell’illustre psichiatra Demetrio Malagigi e rinnega i paladini in cambio dell’illusione di un amore.”  

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