Martina Ricci, 14 anni, aspirante scrittrice

Anche quest’anno, KWL si impegnerà a mettere sotto i riflettori la scrittura, facendoti scoprire i molti talenti di oggi e domani.
20180927_184859.jpgPer cominciare, vi invitiamo a scoprire Martina Ricci, una giovane autrice di 14 anni, dall’ immaginazione sorprendente e dal promettente talento. Appassionata di lettura fin dall’infanzia, Martina ha rapidamente deciso di mettere il suo mondo in parole e di esprimersi attraverso la scrittura con una maturità che fa presagire un futuro luminoso nel mondo della scrittura. Vi lasciamo immergervi nel suo mondo, come l’abbiamo fatto noi da quando l’abbiamo incontrata al Women’s fiction festival di Matera nel settembre 2018.

Da quanto scrivi e come è nata la tua voglia di scrivere?
Iniziai ad innamorarmi della scrittura nell’estate della seconda elementare. Leggevo molto già allora e avevo una passione molto forte- che tuttora conservo- per la mitologia greca. Nei libri per bambini erano riportati solo pochi miti. Una volta finito di leggere quelli, iniziai, quasi per caso, ad inventarne io alcuni. In fine, più o meno verso la fine di agosto, ne scrissi uno, poco più di 40 righe di quaderno, e lo lessi alla mia famiglia. Da allora non mi sono più fermata.

Quali sono gli autori o i libri che ti hanno ispirato?
Non credo di poter dire di avere un solo libro- od un solo autore- come ispirazione. Ho amato tanti libri, molte storie mi hanno travolto ed ispirato. Certamente, tra i principali, potrei citare Harry Potter di J.K.Rowling, Shadowhunterts di Cassandra Clare, Percy Jackson di Rick Riordan e Rebel di Alwyn Hamilton

Sei una giovanissima scrittrice, a chi ti rivolgi attraverso i tuoi libri? qual’ é il tuo scopo quando scrivi?
Ho sempre ritenuto di rivolgermi specialmente ai miei coetanei, o a qualcuno di età di poco inferiore. Credo che ci siano alcuni pregiudizi e molti stereotipi in questa società e mi rendo conto che c’è necessità di cambiamento. Ciò che tento di fare scrivendo e far capire ai ragazzi come me che c’è sempre qualcosa per cui combattere e qualcosa per cui sorridere. Che debolezza non è scoppiare a piangere durante la notte, ma nascondere se stessi. Che vale la pena vivere, ma non di sopravvivere senza essere mai felici.

Il tuo mondo letterario appartiene all’universo fantasy, come l’hai costruito?
La struttura del mio libro è di per sé molto complessa. Ogni singola parte di quel mondo ha richiesto giorni di tentativi. Ho dovuto “buttare giù” molte bozze prima di riuscire a creare il mondo come io l’ho immaginato.

Quale sono le tematiche che ti stanno a cuore e che ti piace condividere?
Tra le mie tematiche preferite, vi sono di certo il femminismo, la famiglia, l’amicizia. Sono un po’ meno incline alle storie d’amore, invece. Trovo che il fantasy sia un genere molto versatile, ed uno dei motivi per cui lo prediligo è che permette di trattare qualsiasi argomento, spaziando dal reale al filosofico all’irreale.

Come trovi l’ispirazione?
La mia ispirazione sembra essere molto volubile. Quando non ho idee tendo ad ascoltare la musica o a leggere un po’, ma in realtà la mia più grande fonte d’ispirazione è la mia stessa vita, con i suoi mille aspetti. Il fattore della casualità mi ispira più di qualunque altra cosa al mondo.

Quale sono le tue abitudini di scrittura? Hai un rituale per scrivere o dipende dai giorni?
Tra la scuola e le varie attività, sono stata costretta ad inserire la scrittura nel primo “posto libero in agenda”. Tendo a scrivere ogni qual volta mi sento ispirata e sola. Una mia grande pecca è che scrivo solo nella più completa solitudine.

Il women’s fiction festival è stata la tua prima esperienza nel mondo dell’editoria, come l’hai vissuto? Ti ha aperto nuove prospettive?
Il WFF è stata una delle esperienze migliori dela mia vita. Devo ammettere che il primo confronto è stato un po’ duro, ma ne è sicuramente valsa la pena. Oltre ad essere un esperienza molto formativa, mi ha aiutato ad aprirmi e a confrontare le mie opere con gli altri. Ho trovato errori, che ho corretto. E sono molto felice di avervi potuto partecipare.

Hai un bel futuro di scrittrice davanti a te, come immagini di evolvere nel mondo della scrittura?
Non sono ancora certa del mio futuro. Forse a causa della mia giovane età, forse è perché ho ancora molta strada da fare e molte cose da tentare, forse a causa del mio vedere la scrittura come un’avventura appena incominciata, non riesco ad immaginarmi in un ipotetico futuro da scrittrice. Di almeno una cosa sono invece certa: non smetterò mai di scrivere.

Per finire, qual è la citazione che ti rappresenta?
Non credo di avere una vera e propria citazione che mi rappresenti ma c’è una frase che scrive Cassandra Clare nei suoi libri che mi piace molto e in un certo senso mi rappresenta, e che vi riporto qui: “Il mondo non è diviso tra chi è speciale e chi è normale: ciascuno ha il potenziale per essere straordinario. Finché si hanno anima e libero arbitrio si può essere qualsiasi cosa, fare qualsiasi cosa, scegliere qualsiasi cosa.“

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