Quanto guadagna uno scrittore, royalties e autori affermati

Inutile girarci intorno: sulla remunerazione di tutti i lavori creativi, sembra aleggiare un velo di mistero. Non fanno eccezione le figure della scrittrice e dello scrittore. Qualcuno crede si parli per tutti di cifre a svariati zeri, altri invece che la maggior parte degli autori non riesca a vivere del proprio lavoro. In generale, si fatica a comprendere quanto sia sfaccettato il mondo dell’editoria. Quanto guadagna uno scrittore? È sicuramente una domanda ricorrente, ma a cui è difficile dare una risposta univoca.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza insieme. 

Indice

Stato dell’editoria

Nonostante da anni si parli di un’editoria in crisi, come riportato da Il Post a inizio anno con i dati pubblicati dall’Associazione Italiana Editori, è interessante vedere come in realtà tra il 2019 e il 2020 ci sia stato un aumento del 2,4% nelle vendite di editoria varia, di quei titoli che spaziano quindi dalla saggistica alla narrativa, dagli ebook agli audiolibri, tenendo conto sia dei rivenditori fisici sia dei grandi e-commerce.

Editoria a pagamento

Una realtà che vive e prolifica nel mondo editoriale. Si tratta di una situazione che i più ignorano, ma che probabilmente molti tra coloro che hanno provato a pubblicare il proprio libro, si sono trovati ad affrontare.

Capita non di rado infatti che le case editrici, solitamente di piccole dimensioni, chiedano alle proprie autrici e ai propri autori un contributo economico per la pubblicazione del manoscritto, che si concretizza spesso nell’acquisto di un preciso numero di copie a carico di chi ha scritto il testo.

Questa pratica fa leva sul bisogno e sulla volontà di un aspirante scrittore di vedere il proprio libro finalmente pubblicato, annullando del tutto il rischio d’impresa da parte dell’editore e creando un mercato che si regge sulle spalle degli autori.

Self publishing

Probabilmente è in risposta a questo genere di pratica che sempre più scrittrici e scrittori, specialmente se alle prime esperienze, si stanno avvicinando al mondo del self publishing. 

Servizi come Kobo Writing Life consentono infatti di avere, senza costi, il totale controllo sul proprio lavoro e di essere affiancato direttamente da professionisti come grafici, editor e agenzie letterarie.

Questo a dimostrazione di come ricorrere all’autopubblicazione non necessariamente, e automaticamente, sia sinonimo di bassa qualità o poca cura. Allontanandosi da realtà che vedono nell’autrice e nell’autore solamente prodotti dai quali ricavare profitto, si riesce a restituire al manoscritto tutta l’attenzione che merita. 

Quanto guadagna uno scrittore

“Sì, ok, ma quindi quanto guadagna concretamente uno scrittore?”. La risposta è semplice: dipende dalle percentuali stabilite nel contratto editoriale. Per un autore esordiente che stipula un contratto con una casa editrice, solitamente tale percentuale si aggira tra il 4 e il 10%

Il guadagno è poi commisurato, ovviamente, alle copie vendute. Più persone il manoscritto riuscirà a raggiungere, maggiori saranno le entrate che arriveranno nelle tasche della scrittrice o dello scrittore, in base a un calcolo percentuale preciso e dal quale l’editore non potrà sottrarsi. Ma dovrà anzi, obbligatoriamente, fornire dei rendiconti accurati nel tempo per permettere di avere sempre la situazione del libro sotto controllo.

Royalties, cosa sono e come si calcolano

Ma, nel concreto, indipendentemente da quanto guadagni uno scrittore, da dove arrivano generalmente le sue entrate? La risposta si riassume con una singola parola: royalties.

Le royalties sono la quota in denaro che spetta all’autrice o all’autore di un’opera e che viene versata da chi ha commercializzato il prodotto. Semplificando ancora di più, è quanto (in termini economici) l’editore mette nelle mani dello scrittore per poter sfruttare i diritti di un libro al fine di venderlo.

Royalties simmetriche, asimmetriche e a scaglioni

Tenendo presente che le royalties vanno discusse, concordate e approvate in fase di negoziazione del contratto, e che quindi possono variare, e di molto, da caso a caso, è generalmente utile tenere a mente che, come anticipato, mediamente vengono offerte dalle case editrici royalties che spaziano in una forbice che va dal 4% al 10% sul prezzo di copertina della singola copia venduta. 

Ricorda che una casa editrice tradizionale si assume il rischio che il tuo lavoro non abbia successo e soprattutto deve far fronte ai costi di stampa, promozione, distribuzione e stoccaggio. Non spaventarti quindi davanti a proposte di questo tipo, perché sono totalmente in linea con quello che è il mercato editoriale in Italia.

Chiarito questo, nonostante la discussione delle royalties sia una cosa molto personale, ci sono alcune pratiche di uso comunque che è bene conoscere. Non è assurdo trovare infatti editori che propongono royalties asimmetriche, ovvero che differenziano, e anche di molto, tra la copia cartacea e la copia ebook del libro. Questo perché le copie digitali di un prodotto non devono ammortizzare i costi di cui abbiamo parlato poco fa, consentendo alle case editrici di mettere sul piatto condizioni contrattuali migliori.

A conclusione di questo quadro, la presenza di quelle che vengono definite royalties a scaglioni, ovvero percentuali di guadagno che variano a seconda del numero di copie vendute. Possono partire da quote molte basse, anche dello 0%, e raggiungere poi a seconda degli accordi e dei risultati raggiunti, valori percentuali ben più alti.

Royalties offerte da Kobo Writing Life

Per quanto riguarda Kobo Writing Life infine, come specificato nelle condizioni di servizio, la situazione è abbastanza semplice. All’autrice o all’autore verrà richiesto di suggerire un possibile prezzo di vendita (SRP) al netto di imposte varie e IVA (prezzo che Kobo poi si riserva di poter modificare e adattare alle situazioni).

In base al prezzo selezionato, Kobo Writing Life ti riconoscerà una determinata percentuale di guadagni:

  • 70% per ebook venduti ad un prezzo uguale o superiore a 1,99€ 
  • 45% per ebook venduti ad un prezzo inferiore o uguale a 1,98€

Quanto guadagna una casa editrice

Escludendo il self publishing e le pubblicazioni di ebook, che come abbiamo visto riescono a offrire guadagni agli autori anche abbastanza elevati, quando parliamo di libri cartacei la situazione per l’autore cambia.

A un primo sguardo, può sembrare che le case editrici si mettano in tasca il frutto del lavoro altrui senza troppa attenzione. Andando invece ad approfondire la questione ci si rende subito conto di come una casa editrice seria, si assuma tutta una serie di rischi facendosi carico di una serie di spese che altrimenti graverebbero sulla scrittrice o sullo scrittore.

Mette a disposizione, o dovrebbe farlo, una serie di professionisti che vanno dai correttori di bozze agli editor, passando per i grafici. Copre i costi di stampa che variano molto a seconda del tipo di libro, dalla lunghezza e dalla presenza o meno di immagini all’interno del testo, e si occupa soprattutto della promozione e distribuzione del libro. Impossibile dire quindi effettivamente quali siano i margini di profitto sul singolo libro venduto, soprattutto perché possono subire variazioni considerevoli in base a svariati fattori e accordi con i fornitori. Ma tenendo a mente quanto detto finora e tenendo conto del discorso sulle royalties, è possibile avere un’idea di quali siano le condizioni di contratto oneste e quando invece si sta parlando con qualcuno che non lavora correttamente.

Quanto dovresti vendere per vivere di scrittura e come integrare i guadagni

Al netto di quanto visto, ci si rende conto di come per vivere di sola scrittura, almeno in Italia, bisogna raggiungere un numero di copie vendute decisamente elevato e che non molti ovviamente ci riescono.

Basti pensare che, ipotizzando royalties del 10% su un libro venduto da una casa editrice al prezzo di copertina di 12€, per mettere in tasca uno stipendio medio bisogna raggiungere picchi di vendite sostenibili da veramente pochi autori.

Non è inusuale quindi trovare scrittori che si dedicano ad altre attività, affini comunque al mondo della scrittura: qualora ce ne fossero le competenze, per esempio, si possono tenere corsi, oppure si possono offrire consulenze in campo editoriale e si può svolgere il lavoro di editor.

Oppure ancora svolgere lavori di ghostwriting o di copywriting. Traduzione e adattamenti per il doppiaggio. Tanti sono poi le scrittrici e gli scrittori che svolgono anche attività giornalistica per giornali, portali online e blog.

Quanto guadagna uno scrittore di bestseller 

Ma allora i più grandi autori del mondo quanto riescono a guadagnare? Impossibile dirlo con certezza. Sicuramente se il tuo nome è J.K. Rowling, Dan Brown o Stephen King rientri nell’Olimpo di quelli che possono affermare di poter vivere di scrittura. 

Autori di questo calibro, nonostante come tutti probabilmente (o quasi) siano partiti da situazioni che possiamo definire standard, riescono sicuramente oggi ad avere contratti con le case editrici ben più vantaggiosi di un giovane autore che inizia la propria carriera nel mondo editoriale.

Hanno accesso probabilmente a royalties di natura ben più ampia di quanto visto fino a ora, e non è assurdo pensare che ricevano lauti anticipi sulle pubblicazioni. Tenendo conto poi degli accordi di esclusiva, della vendita dei diritti al cinema e ai franchising a loro collegati.

Caratteristiche di uno scrittore affermato

In conclusione quindi è importante capire quando, una scrittrice o uno scrittore, possa finalmente definirsi affermato e riesca a vivere solamente del prodotto della propria penna.

Sicuramente quando è forte il posizionamento sul mercato, quando è alto il numero di copie totali vendute o quando si ha un pubblico fidelizzato nel tempo (più o meno grande) che reagisce in maniera positiva a qualsiasi nuova pubblicazione.

Bisogna avere poi la capacità di essere al passo con le nuove tendenze e crearne di nuove. Il mercato editoriale muta costantemente e segue i risvolti sociali del Paese d’appartenenza. Uno scrittore bravo e affermato sa anche, sicuramente, essere partecipe di questi mutamenti.

Ultima ma non per importanza infine, la possibilità di lavorare e collaborare con professionisti che sappiano consigliare lo scrittore verso la stesura di un prodotto di qualità. Questo perché pubblicare un libro non significa solamente scrivere un testo, ma far combaciare tutti i pezzi di un puzzle che, per mostrarsi nella sua interezza, ha bisogno di cura.

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